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		<title>Menopausa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 12:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Manopausa, disturbi intimi e vampate di calore. La menopausa è il &#8220;tallone d&#8217;Achille&#8221; delle donne over 50. E&#8217; quanto emerge dal Congresso Mondiale della Menopausa, che si è concluso ieri Roma, dove si sono riuniti oltre 3.500 esperti in materia provenienti da più di 80 Paesi mondiali. Nel corso degli incontri, iniziati lo scorso primo giugno, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manopausa, disturbi intimi e vampate di calore</strong>. La menopausa è il &#8220;tallone d&#8217;Achille&#8221; delle donne <strong>over 50</strong>. E&#8217; quanto emerge dal <strong>Congresso Mondiale della Menopausa</strong>, che si è concluso ieri<strong> Roma</strong>, dove si sono riuniti oltre 3.500 esperti in materia provenienti da più di 80 Paesi mondiali. Nel corso degli incontri, iniziati lo scorso primo giugno, sono stati affrontati i principali temi che ruotano attorno a una fase della <strong>vita femminile</strong> che ciascuna donna vive, mediamente, intorno ai 50 anni. Le donne &#8220;moderne&#8221; di 50 anni fanno una vita piena, ma nel <strong>75%</strong> dei casi si trovano a dover fare i conti con i <strong>problemi della menopausa</strong>, tra i quali le classiche <strong>vampate di calore</strong>. In particolare, il <strong>40%</strong> lamenta <strong>disturbi intimi</strong> come la <strong>secchezza vaginale</strong>, che porta molte a <strong>rinunciare ai rapporti sessuali</strong> e molte altre, arrivate a 60 anni, a essere &#8220;schiave&#8221; degli antibiotici per trattare <strong>infezioni urinarie</strong> ricorrenti.</p>
<p><strong>I consigli dei ginecologi</strong>. Spiega <strong>Alessandra Graziottin</strong>, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell&#8217;ospedale San Raffaele Resnati di Milano: &#8220;si è visto che proprio le donne più colpite dalle vampate e da altri disturbi della menopausa, sono quelle più inclini a risentire di una sorta di &#8216;rallentamento&#8217; della prontezza mentale e di un indebolimento della memoria&#8221;. Non tutte le donne sono vulnerabili al cambiamento ormonale allo stesso modo; questo dipende da <strong>cause genetiche, alimentari, correlate allo stile di vita</strong>, oltre che da <strong>fattori psicologici e socio-culturali</strong>.  I ginecologi suggeriscono <strong>soluzioni “su misura” per ogni donna</strong>, consigliando di consultare uno specialista di fiducia. Identificare a 50 anni i fattori di rischio (sovrappeso, ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, osteoporosi ecc) significa mettere in atto strategie preventive e terapeutiche per ridurre malattie che rischiano di fare la loro comparsa a 70 anni e oltre. Dopo i 50 anni si ingrassa in media di <strong>1 kg all&#8217;anno</strong> in conseguenze della menopausa, si verifica inoltre un aumento dell&#8217;adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. <strong>Sale la pressione e cresce il girovita</strong>, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica, spesso trascurato.</p>
<p><strong>Gli effetti variano da donna a donna</strong>. La menopausa nel <strong>25% delle donne non dà nessun sintomo-segnale</strong>, in un 25% dei casi essi risultano transitori, in un altro 25% sanno essere evidenti e nel restante <strong>25%</strong> delle situazioni i sintomi <strong>durano tutta la vita</strong> e riguardano, in primo luogo, il <strong>sistema nervoso centrale.</strong> Le soluzioni individuate sono sempre più interessanti anche perché il medico ginecologo vive un approccio sempre più personalizzato, adeguato alla singola paziente e volto non solo a una terapia sintomatica ma soprattutto di <strong>prevenzione</strong>. Dal Congresso mondiale sulla menopausa è stato lanciato un messaggio importante: &#8220;<strong>meno-pausa ma più femminilità</strong>&#8220;, proprio per indicare che oggi, per una cinquantenne ancora giovane e attiva, sia dal punto di vista sociale che sessuale, con la fine dell’età fertile non si esaurisce la “partita” più importante della sua vita.</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-617" title="Woman with apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
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		<title>Obesità &#8211; Sindrome Metabolica, Depressione, Alzheimer e Stroke</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 11:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verrà prossimamente pubblicata una review sulla correlazione tra Sindrome Metabolica e alcuni disturbi neurologici diffusi come Depressione, Alzheimer e Stroke. L&#8217;analisi della letteratura scientifica è stata condotta da due ricercatori americani e due ricercatori italiani. I risultati preliminari della review sono a nostro parere molto interessanti. La Sindrome Metabolica è una condizione complessa molto frequente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verrà prossimamente pubblicata una review sulla correlazione tra Sindrome Metabolica e alcuni disturbi neurologici diffusi come Depressione, Alzheimer e Stroke. L&#8217;analisi della letteratura scientifica è stata condotta da due ricercatori americani e due ricercatori italiani.</p>
<p>I risultati preliminari della review sono a nostro parere molto interessanti. La Sindrome Metabolica è una condizione complessa molto frequente tra gli obesi ed è caratterizzata dalla presenza di alcuni fattori come dislipidemia aterogenica, ipertensione, insulino-resistenza, accumulo di grasso viscerale.</p>
<p>I criteri per porre diagnosi di Sindrome Metabolica sono i seguenti</p>
<ul>
<li>Glicemia a digiuno: oltre 100 mg/dl stadio IFG;</li>
<li>Ipertensione arteriosa: oltre i 130/85 mm Hg o terapia ipotensivante;</li>
<li>Ipertrigliceridemia: oltre i 150 mg/dl;</li>
<li>Ridotto colesterolo HDL: 40 mg/dl nei maschi, 50 mg/dl nelle femmine o terapia ipolipemizzante,</li>
</ul>
<p>associati a una circonferenza vita oltre i 94 cm nei maschi, 80 cm nelle femmine per i pazienti di etnia Europide (i parametri variano in base al gruppo etnico di appartenenza).</p>
<p>La Sindrome Metabolica induce una serie di modificazioni a livello cellulare e biochimico che elevano il rischio di sviluppare nel corso degli anni alcuni disturbi neurologici: Depressione, Alzheimer e Stroke sono i più importanti.</p>
<p>Perchè la Sindrome Metabolica dovrebbe essere un fattore di rischio per lo sviluppo di queste condizioni? La risposta è molto semplice: il nostro cervello è l&#8217;organo più &#8220;grasso&#8221; di tutto l&#8217;organismo. I lipidi, combinati alle proteine, svolgono molti ruoli fondamentali sia a livello strutturale sia a livello neurotrasmettitoriale all&#8217;interno dell&#8217;encefalo. Una qualsiasi condizione che modifichi l&#8217;assetto lipidico del nostro corpo inevitabilmente porta a variazioni più o meno patologiche del funzionamento e della struttura del cervello.</p>
<p>Sebbene non siano noti nel dettaglio  i meccanismi eziopatogenetici che sottendono la correlazione tra Sindrome Metabolica, Depressione, Alzheimer e Stroke, la diagnosi di questa condizione rappresenta un momento importante nel percorso terapeutico della cura di obesità e sovrappeso al fine di prevenire l&#8217;insorgenza di malattie difficili da curare e potenzialmente letali.</p>
<p>Il Team di MenteSalute, già durante la prima visita effettutata dal Tutor, valuta l&#8217;eventuale presenza della Sindrome Metabolica e individua il percorso terapeutico più adatto per eradicarla.</p>
<p>Riferimento: <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Farooqui%20AA%22%5BAuthor%5D">Farooqui AA</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Farooqui%20T%22%5BAuthor%5D">Farooqui T</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Panza%20F%22%5BAuthor%5D">Panza F</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Frisardi%20V%22%5BAuthor%5D">Frisardi V</a>.  Metabolic syndrome as a risk factor for neurological disorders &#8211; Cellular and Molecular Life sciences, 2011 Oct 15 Epub ahead of print</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Obesità &#8211; L&#8217;attività fisica combinata alla dieta riduce il peso e migliora la performance dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico</title>
		<link>http://www.mentesalute.it/2011/07/15/obesita-lattivita-fisica-combinata-alla-dieta-riduce-il-peso-e-migliora-la-performance-dellapparato-muscolo-scheletrico/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 12:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati recentemente pubblicati i risultati di una ricerca effettuata in Florida sull&#8217;efficacia di un programma combinato di attività fisica e dieta nella riduzione del peso corporeo e nel miglioramento della performance dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico. Infatti, uno dei problemi più comuni fra gli obesi è la perdita di efficienza del proprio apparato locomotore in ragione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati recentemente pubblicati i risultati di una ricerca effettuata in Florida sull&#8217;efficacia di un programma combinato di attività fisica e dieta nella riduzione del peso corporeo e nel miglioramento della performance dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico.</p>
<p>Infatti, uno dei problemi più comuni fra gli obesi è la perdita di efficienza del proprio apparato locomotore in ragione di diversi fattori. Il primo fattore riguarda l&#8217;aumentato carico che i muscoli e le ossa degli obesi devono sopportare. Questo carico stressa le articolazioni di tutto il corpo, soprattutto il ginocchio e le caviglie.</p>
<p>Gli obesi vanno incontro all&#8217;artrosi del ginocchio molto più frequentemente dei non obesi. In linea generale, gi obesi hanno performance fisiche scarse rispetto alla popolazione generale, essendo goffi ed impacciati nei movimenti.</p>
<p>Un altro fattore connesso all&#8217;obesità e che determina un peggioramento della performance muscolo-scheletrica è la sedentarietà, fenomeno estremamente comune tra gli obesi. I muscoli tendono ad atrofizzarsi e le articolazioni finiscono per anchilosarsi.</p>
<p>Risulta quindi fondamentale affiancare alla dieta un programma adeguato di esercizio fisico per recuperare l&#8217;efficienza di muscoli e articolazioni, oltre che per perdere peso più rapidamente.</p>
<p>I risultati di questa ricerca confermano l&#8217;importanza di utilizzare un programma di attività fisica, valutando proprio la performance fisica comparata tra due gruppi che differivano tra loro per l&#8217;adozione o meno del programma di esercizio fisico.</p>
<p>Il Team di <strong>MenteSalute</strong> prevede l&#8217;individuazione di un programma di attività fisica adeguata al paziente da affiancare alla dieta, considerando come centrale la necessità di recuperare una capacità di movimento che garantisca una buona qualità della vita.</p>
<p>Riferimento: Anton et al. Effects of a weight loss plus exercise program on physical function in overweight, older women: a randomized controlled trial. Clinical Interventions in aging 2011;6:141-149. Epub 2011 Jun 15.</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>Menopausa &#8211; Un fenomeno multifattoriale</title>
		<link>http://www.mentesalute.it/2011/06/16/menopausa-un-fenomeno-multifattoriale/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; quanto emerge dal Congresso Mondiale della Menopausa, che si è concluso ieri a Roma, dove oltre 3.500 esperti in materia hanno affrontato i principali temi che ruotano attorno a una fase della vita femminile che ciascuna donna vive, mediamente, intorno ai 50 anni. Le donne &#8220;moderne&#8221; di 50 anni fanno una vita piena, ma nel 75% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-617" title="Woman with apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p><strong></strong><strong></strong>E&#8217; quanto emerge dal <strong>Congresso Mondiale della Menopausa</strong>, che si è concluso ieri a<strong> Roma</strong>, dove oltre 3.500 esperti in materia hanno affrontato i principali temi che ruotano attorno a una fase della <strong>vita femminile</strong> che ciascuna donna vive, mediamente, intorno ai 50 anni. Le donne &#8220;moderne&#8221; di 50 anni fanno una vita piena, ma nel <strong>75%</strong> dei casi si trovano a dover fare i conti con i <strong>problemi della menopausa</strong>, tra i quali le classiche <strong>vampate di calore</strong>. In particolare, il <strong>40%</strong> lamenta <strong>disturbi intimi</strong> come la <strong>secchezza vaginale</strong>, che porta molte a <strong>rinunciare ai rapporti sessuali</strong> e molte altre, arrivate a 60 anni, a essere &#8220;schiave&#8221; degli antibiotici per trattare <strong>infezioni urinarie</strong> ricorrenti.</p>
<p><strong></strong>Non tutte le donne sono vulnerabili al cambiamento ormonale allo stesso modo; questo dipende da <strong>cause genetiche, alimentari, correlate allo stile di vita</strong>, oltre che da <strong>fattori psicologici e socio-culturali</strong>.  Gli specialisti suggeriscono <strong>soluzioni “su misura” per ogni donna</strong>, per identificare a 50 anni i fattori di rischio (sovrappeso, ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, osteoporosi ecc) e mettere in atto strategie preventive e terapeutiche per ridurre malattie che rischiano di fare la loro comparsa a 70 anni e oltre. Dopo i 50 anni si ingrassa in media di <strong>1 kg all&#8217;anno</strong> in conseguenze della menopausa, si verifica inoltre un aumento dell&#8217;adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. <strong>Sale la pressione e cresce il girovita</strong>, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica, spesso trascurato.</p>
<p><strong></strong><strong>Mentesalute </strong>offre la possibilità di avvalersi di più specialisti al fine di intervenire precocemente su questa condizione e accompagnare le donne in un momento delicato della loro vita.<strong></strong></p>
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		<title>Obesità &#8211; Depressione, Obesità e Sovrappeso, l&#8217;importanza dell&#8217;umore</title>
		<link>http://www.mentesalute.it/2011/06/10/obesita-depressione-obesita-e-sovrappeso-limportanza-dellumore/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 11:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stata di recente pubblicata su General Hospital Psychiatry una ricerca effettuata con lo scopo di capire la relazione che intercorre tra Obesità e Depressione. Lo studio ha valutato l&#8217;efficacia di un trattamento per l&#8217;obesità standard vs. questo stesso trattamento integrato da un percorso breve (6 mesi) di psicoterapia cognitiva-comportamentale. Sono state selezionate 203 donne affette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata di recente pubblicata su General Hospital Psychiatry una ricerca effettuata con lo scopo di capire la relazione che intercorre tra Obesità e Depressione.</p>
<p>Lo studio ha valutato l&#8217;efficacia di un trattamento per l&#8217;obesità standard vs. questo stesso trattamento integrato da un percorso breve (6 mesi) di psicoterapia cognitiva-comportamentale. Sono state selezionate 203 donne affette da obesità e sintomi depressivi e divisi nei due gruppi.</p>
<p>E&#8217; oramai un dato confermato la correlazione stretta tra disturbi dell&#8217;umore e problemi di peso. Depressione e disturbi d&#8217;ansia sono spesso fattori causali o conseguenze dell&#8217;obesità e non si possono ignorare se si vuole perdere peso. Per tale motivo risulta imprescindibile in un percorso di cura dell&#8217;obesità effettuare una valutazione del proprio stato di salute psichico, oltre che fisico, al fine di curare quei sintomi psichici che talora possono essere ostacoli invalicabili per il raggiungimento degli obiettivi.</p>
<p>I risultati di questo studio confermano queste affermazioni. Infatti, il gruppo che ha ricevuto oltre al trattamento standard (dieta ed esercizio fisico) anche la psicoterapia breve ha raggiunto i migliori risultati, con una perdita di peso superiore rispetto al gruppo che ha ricevuto solo il trattamento standard. Questo perchè la cura dei sintomi depressivi ha permesso alle donne in trattamento di aderire meglio ai programmi di dimagramento e, quindi, di raggiungere gli obiettivi preposti.</p>
<p>Il Team di MenteSalute prevede la possibilità di effettuare una psicoterapia breve durante il periodo di cura dell&#8217;obesità, sempre in coordinazione con il Tutor e gli altri specialisti dell&#8217;equipe multidisciplinare.</p>
<p>Riferimento: Simon et al. General Hospital Psychiatry 32 (2010) 583-589, Association between change in depression and change in weight among women enrolled in weight loss treatment</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.mentesalute.it%2F2011%2F06%2F10%2Fobesita-depressione-obesita-e-sovrappeso-limportanza-dellumore%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Obesità &#8211; Attività Fisica, Sistema Cardiovascolare e Sovrappeso</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati recentemente pubblicati i risultati di uno studio effettuato su adolescenti per definire il ruolo dell&#8217;attività fisica e della performance cardiovascolare nel controbilanciare gli effetti negativi del sovrappeso sull&#8217;assetto metabolico dell&#8217;organismo. Lo studio multicentrico ha arruolato più di 700 adolescenti in tutta europa e ha esaminato la situazione metabolica dei soggetti valutando peso, altezza, BMI, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati recentemente pubblicati i risultati di uno studio effettuato su adolescenti per definire il ruolo dell&#8217;attività fisica e della performance cardiovascolare nel controbilanciare gli effetti negativi del sovrappeso sull&#8217;assetto metabolico dell&#8217;organismo.</p>
<p>Lo studio multicentrico ha arruolato più di 700 adolescenti in tutta europa e ha esaminato la situazione metabolica dei soggetti valutando peso, altezza, BMI, circonferenza vita, pressione arteriosa, trigliceridi, colesterolo, colesterolo LDL, colesterolo HDL e l&#8217;insulino-resistenza.</p>
<p>Tutti i soggetti hanno effettutato due test per la valutazione della <em>fitness </em>muscolare e della <em>fitness </em>cardiovascolare.</p>
<p>I risultati hanno evidenziato che i soggetti in sovrappeso con scarsa performance nelle prove di fitness avevano maggiori possibilità di sviluppare una <strong>sindrome metabolica</strong>.</p>
<p>La sindrome metabolica è una condizione relativamente comune nella popolazione generale dei paesi industrializzati ed estremamente comune nelle persone obese o in sovrappeso. Si parla di sindrome metabolica quando sono presenti le seguenti condizioni:</p>
<ol>
<li>Glicemia a digiuno &gt; 100 mg/dl</li>
<li>Ipertensione Arteriosa &gt; 130/85 mm Hg o terapia ipotensivante</li>
<li>Trigliceridi &gt; 150 mg/dl</li>
<li>HDL &lt; 40 mg/dl negli uomini, &lt; 50 mg/dl nelle donne</li>
<li>Circonferenza vita &gt; 94 cm negli uomini, &gt; 80 cm nelle donne (nei soggetti europei)</li>
</ol>
<p>Tale condizione è associata ad alto rischio di sviluppare le seguenti malattie: infarto del miocardio, ictus, tumori, diabete e altre malattie.</p>
<p>I soggetti che avevano una performance della fitness muscolare almeno media, avevano già una riduzione notevole del rischio di sviluppare la sindrome metabolica.</p>
<p>In conclusione, anche questa importante e vasta ricerca conferma la <strong>centralità del ruolo dell&#8217;attività fisica </strong>in un qualsiasi percorso di cura di obesità e sovrappeso. Inoltre, è importante capire che basta un livello medio di attività fisica per raccogliere fin da subito grandi benefici sia in termini di perdita di peso sia in termini di benessere percepito. Non è assolutamente consigliabile effettuare piani esagerati di attività fisica, soprattutto se si parte da una condizione di obesità moderata/grave.</p>
<p>Riferimento: Artero et al. Pediatric Diabetes 2011 Apr 6 &#8211; Muscular and cardiorespiratory fitness are independently associated with metabolic risk in adolescents: the HELENA study.</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.mentesalute.it%2F2011%2F05%2F31%2Fobesita-attivita-fisica-sistema-cardiovascolare-e-sovrappeso%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Obesità &#8211; Giornata europea per la lotta all&#8217;Obesità 21/05/2011</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 08:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 21/05/2011, è la giornata europea dell&#8217;obesità. Questa è un&#8217;occasione per prendere coscienza delle dimensioni del problema obesità anche nel nostro paese, da sempre considerato, a torto, un&#8217;oasi felice dell&#8217;alimentazione. I dati di prevalenza, infatti, disegnano un quadro preoccupante nel nostro paese, soprattutto nelle fasce di popolazione più giovani. Ormai è assodato che la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 21/05/2011, è la giornata europea dell&#8217;obesità. Questa è un&#8217;occasione per prendere coscienza delle dimensioni del problema obesità anche nel nostro paese, da sempre considerato, a torto, un&#8217;oasi felice dell&#8217;alimentazione.</p>
<p>I dati di prevalenza, infatti, disegnano un quadro preoccupante nel nostro paese, soprattutto nelle fasce di popolazione più giovani. Ormai è assodato che la prima causa di obesità risiede nello stile di vita: anche in Italia i giovani preferiscono gli alimenti ipercalorici e non hanno un livello di attività fisica sufficiente.</p>
<p>Questo dato giustifica l&#8217;incredibile frequenza dei problemi di peso tra i bambini italiani: il 32% dei nostri figli è obeso o è in sovrappeso. Se non si interverrà rapidamente, gli italiani avranno un futuro davvero poco roseo dal punto di vista della salute, considerando il fatto che l&#8217;obesità è associata a numerose malattie come infarti, ictus, tumori e diabete.</p>
<p>Visitate il sito <a href="http://www.obesityday.eu/" target="_blank">www.obesityday.eu/</a> e la sezione obesità del sito <strong>MenteSalute </strong>per avere informazioni più approfondite su questa epidemia.</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.mentesalute.it%2F2011%2F05%2F21%2Fobesita-giornata-europea-dellobesita-21052011%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Obesità &#8211; Complicanze dermatologiche dell&#8217;obesità, il punto della situazione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prossimamente verrà pubblicato sul British Journal of Dermatology una review su un argomento molto interessante: le complicanze dermatologiche di obesità e sovrappeso e gli effetti collaterali dermatologici degli interventi terapeutici dell&#8217;obesità. Da anni è nota l&#8217;associazione tra psoriasi e obesità, ma molte altre sono le condizioni patologiche della pelle correlate con l&#8217;obesità. Infezioni cutanee, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prossimamente verrà pubblicato sul British Journal of Dermatology una review su un argomento molto interessante: le complicanze dermatologiche di obesità e sovrappeso e gli effetti collaterali dermatologici degli interventi terapeutici dell&#8217;obesità.</p>
<p>Da anni è nota l&#8217;associazione tra psoriasi e obesità, ma molte altre sono le condizioni patologiche della pelle correlate con l&#8217;obesità. Infezioni cutanee, come l&#8217;intertrigine e micosi, sono molto frequenti nelle persone obese e tendono ad essere direttamente proporzionali al BMI (per sapere cos&#8217;è il BMI vai nella sezione Obesità&gt;Definizione del sito <strong>MenteSalute</strong>).</p>
<p>Inoltre, è stata osservata una correlazione tra l&#8217;obesità e le seguenti condizioni: eczema atopico, acne, irsutismo, alopecia androgenetica, vene varicose, ulcere cutanee e minor efficienza nei meccanismi riparativi (le ferite si riparano in tempi molto più lunghi, esponendo il soggetto a infezioni cutanee e altre complicanze come la formazione di cheloidi).</p>
<p>Un capitolo a parte merita la possibile correlazione tra obesità e tumori della pelle. Secondo molti studi l&#8217;obesità aumenta il rischio di sviluppare il melanoma e i tumori della pelle non melanomatosi. Si ipotizza che l&#8217;obesità determini alcune alterazioni a carico di sostanze importanti nel controllo del sistema immunitario (le citochine). Tali sostanze modificate potrebbero reagire in modo patologico all&#8217;esposizione ai raggi UV, determinando una maggiore possibilità di carcinogenesi in generale. Questa ipotesi giustificherebbe la correlazione tra obesità e tutti i tipi di tumori, non solo quelli della pelle.</p>
<p>I tutor di <strong>MenteSalute </strong>sono molto attenti a valutare anche le manifestazioni cutanee dell&#8217;obesità, indicando nei casi dubbi una valutazione dermatologica specialistica.</p>
<p>Riferimento: Shipman, Millington British Journal of Dermatology &#8211; 2011 May 12</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-618" title="Green apples measured  the meter, sports apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/obesita-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.mentesalute.it%2F2011%2F05%2F16%2Fobesita-complicanze-dermatologiche-dellobesita-il-punto-della-situazione%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Obesità &#8211; Offerta lancio di MenteSalute per iniziare un percorso terapeutico</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 13:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La collaborazione con Data Medica ha dato la possibilità al team di MenteSalute di proporre un&#8217;offerta lancio molto interessante e vantaggiosa. Il percorso terapeutico che MenteSalute propone per la cura dell&#8217;obesità si articola in tre fasi: Visita di orientamento Valutazione multidisciplinare Follow-up e mantenimento MenteSalute è in grado di offrirvi gratuitamente la visita di orientamento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La collaborazione con <strong>Data Medica</strong> ha dato la possibilità al team di <strong>MenteSalute </strong>di proporre un&#8217;offerta lancio molto interessante e vantaggiosa.</p>
<p>Il percorso terapeutico che <strong>MenteSalute </strong>propone per la cura dell&#8217;<strong>obesità</strong> si articola in tre fasi:</p>
<ol>
<li>Visita di orientamento</li>
<li>Valutazione multidisciplinare</li>
<li>Follow-up e mantenimento</li>
</ol>
<p><strong>MenteSalute </strong>è in grado di offrirvi <span style="text-decoration: underline;"><strong>gratuitamente </strong></span>la visita di orientamento. In questa prima visita incontrerete il vostro Tutor, un medico specialista al quale potrete affidarvi durante tutto il percorso di cura. Il Tutor effettuerà la visita di orientamento con un&#8217;analisi attenta e approndita del vostro stato di salute, delle vostre richieste, delle necessità diagnostiche e degli obiettivi perseguibili.</p>
<p>Con la visita di orientamento avrete a disposizione le seguenti informazioni:</p>
<ol>
<li>Grado di obesità</li>
<li>Valutazione globale dello stato di salute e dei fattori di rischio associati all&#8217;obesità</li>
<li>Individuazione degli obiettivi</li>
<li>Individuazione del percorso diagnostico</li>
<li>Individuazione del percorso terapeutico</li>
<li>Supporto psicologico</li>
<li>Materiale informativo</li>
</ol>
<p>Tutte queste informazioni sono estremamente utili per iniziare un percorso di cura e dimagramento in caso di obesità.</p>
<p>Da oggi <strong>MenteSalute </strong>può offrire gratuitamente questi servizi.</p>
<p>Per prenotare un appuntamento andate nella sezione Contatti e riempite il modulo apposito.</p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/logo-nuovo-21.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-728" title="logo nuovo 2" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/logo-nuovo-21-300x126.jpg" alt="" width="300" height="126" /></a></p>
<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.mentesalute.it%2F2011%2F05%2F09%2Fobesita-offerta-lancio-di-mentesalute-per-iniziare-un-percorso-terapeutico%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Menopausa &#8211; Prevenire il rischio di aneurisma cerebrale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 08:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                 La pillola anticoncezionale e i trattamenti ormonali sostitutivi in menopausa potrebbero proteggere le donne dall&#8217;aneurisma cerebrale. In uno studio pubblicato dal Journal of NeuroInterventional Surgery si evidenzia il ruolo degli estrogeni nell&#8217;allontanare il rischio di questo evento vascolare.   L&#8217;analisi ha coinvolto 60 donne che sono state vittime di un aneurisma, confrontando le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-617" title="Woman with apples" src="http://www.mentesalute.it/wp-content/uploads/2011/04/Menopausa-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p style="padding-left: 30px;">               La pillola anticoncezionale e i trattamenti ormonali sostitutivi in menopausa potrebbero proteggere le donne dall&#8217;aneurisma cerebrale. In uno studio pubblicato dal Journal of NeuroInterventional Surgery si evidenzia il ruolo degli estrogeni nell&#8217;allontanare il rischio di questo evento vascolare.<br />
  L&#8217;analisi ha coinvolto 60 donne che sono state vittime di un aneurisma, confrontando le loro abitudini riguardo alla pillola e alla terapia con quelle di altre 4.682 donne sane. Il risultato e&#8217; stato che le prime avevano un molto minore uso della contraccezione orale o della terapia, ed erano inoltre andate incontro alla menopausa prima delle altre. &#8220;Questo studio non solo identifica dei fattori protettivi &#8211; hanno scritto gli autori &#8211; ma indica una possibile via terapeutica, soprattutto per le donne piu a rischio&#8221;. Secondo gli esperti, il ruolo degli estrogeni e&#8217; quello di mantenere elastici i vasi sanguigni favorendo la divisione delle cellule endoteliali delle pareti.</p>
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